Il concetto dominante di trattamento in fisioterapia è basato su un modello patokinesiologico, che pone l'attenzione sul fatto che problematiche del movimento derivano da una condizione anatomo-patologica.
Il concetto alla base del sistema DSM, "Disfunzioni del Sistema di Movimento", al contrario, è di tipo
kinesiopatologico. Questo modello da importanza al modo in cui piccole alterazioni della precisione del
movimento possono produrre la patologia. Questa teoria suggerisce che le attività svolte nella vita
quotidiana possono causare disfunzioni e, a lungo andare, condurre ad uno stato doloroso, in quanto i
movimenti ripetuti e le posture prolungate inducono lesioni tessutali.
Poichè queste condizioni sono una combinazione di problematiche dei sistemi muscolare, scheletrico e
neurologico vengono categorizzate in sindromi, con caratteristiche che il fisioterapista dovrebbe individuare
e correggere. Le sindromi sono denominate in base alla direzione di movimento o all'allineamento che
scatena il dolore e che, quando corretti, lo riducono o lo eliminano.
L'approccio DSM utilizza categorie diagnostiche per valutare il paziente e orientare il trattamento. Come nel
campo medico, anche nel campo riabilitativo le diagnosi
1) migliorano la comunicazione all'interno della professione
2) mostrano alle altre professioni che i fisioterapisti, in relazione alla diagnosi medica, eseguono
una valutazione funzionale
3) forniscono una guida per la prognosi
4) forniscono uno strumento per la ricerca scientifica
5) sviluppano approcci di trattamento sempre migliori.
Nel caso specifico della regione lombare, le diagnosi fisioterapiche per la regione lombare sono flessione,
estensione, rotazione, flessione-rotazione ed estensione-rotazione.
Durante l´esame fisioterapico viene utilizzata una batteria di test standardizzati. Lo scopo, in relazione alla
diagnosi medica, è quello di identificare e confermare la direzione di movimento o allineamento che sta
producendo il dolore, oltre ad individuare alcuni fattori contribuenti. Ad esempio, se il paziente
precedentemente citato è un atleta con muscoli addominali ben sviluppati, l'eventuale loro accorciamento o
rigidità contribuirà ulteriormente all'eccessiva flessione della colonna lombare. Il paziente deve essere
istruito a schemi di movimento e posizioni sedute corretti, e deve anche essere aiutato nell'eseguire esercizi
specifici per modificare le condizioni muscolari contribuenti.
La valutazione può avere anche uno scopo preventivo in coloro che mostrano già una modificazione
tissutale, ancora asintomatica. Esistono numerosi test, quindi un riscontro positivo ad un solo test non è
sufficiente per una diagnosi definitiva. L´esame comprende test che sono simili ad altri approcci fisioterapici,
e test che sono peculiari di questo metodo. Oltre a valutare se un movimento influenza i sintomi, il
fisioterapista utilizza anche le mani e gli occhi per valutare se la qualità del movimento è ideale e rispecchia
gli standard kinesiogici.

kinesiopatologico. Questo modello da importanza al modo in cui piccole alterazioni della precisione del
movimento possono produrre la patologia. Questa teoria suggerisce che le attività svolte nella vita
quotidiana possono causare disfunzioni e, a lungo andare, condurre ad uno stato doloroso, in quanto i
movimenti ripetuti e le posture prolungate inducono lesioni tessutali.
neurologico vengono categorizzate in sindromi, con caratteristiche che il fisioterapista dovrebbe individuare
e correggere. Le sindromi sono denominate in base alla direzione di movimento o all'allineamento che
scatena il dolore e che, quando corretti, lo riducono o lo eliminano.
campo medico, anche nel campo riabilitativo le diagnosi
una valutazione funzionale
Nel caso specifico della regione lombare, le diagnosi fisioterapiche per la regione lombare sono flessione,
estensione, rotazione, flessione-rotazione ed estensione-rotazione.
diagnosi medica, è quello di identificare e confermare la direzione di movimento o allineamento che sta
producendo il dolore, oltre ad individuare alcuni fattori contribuenti. Ad esempio, se il paziente
precedentemente citato è un atleta con muscoli addominali ben sviluppati, l'eventuale loro accorciamento o
rigidità contribuirà ulteriormente all'eccessiva flessione della colonna lombare. Il paziente deve essere
istruito a schemi di movimento e posizioni sedute corretti, e deve anche essere aiutato nell'eseguire esercizi
specifici per modificare le condizioni muscolari contribuenti.
La valutazione può avere anche uno scopo preventivo in coloro che mostrano già una modificazione
tissutale, ancora asintomatica. Esistono numerosi test, quindi un riscontro positivo ad un solo test non è
sufficiente per una diagnosi definitiva. L´esame comprende test che sono simili ad altri approcci fisioterapici,
e test che sono peculiari di questo metodo. Oltre a valutare se un movimento influenza i sintomi, il
fisioterapista utilizza anche le mani e gli occhi per valutare se la qualità del movimento è ideale e rispecchia
gli standard kinesiogici.
Il trattamento consisterà nel prevenire e correggere i movimenti nella direzione responsabile del dolore, sia
agendo sulle normali attività (lavoro, hobby, sport), sia modificando i fattori associati alla lombalgia. Ciò
permette di ridurre le sollecitazioni sui tessuti (effetto a breve termine) e di modificare gli adattamenti attivi
e passivi (effetti a lungo termine). Il fisioterapista consiglia esercizi e posture specifiche, rieduca a strategie
di movimento appropriate, integrandole con un più accurato controllo motorio; infine valuta il grado di
mobilità passiva, diminuendo il movimento nelle zone ipermobili o instabili e aumentando di conseguenza il
movimento in quelle più rigide.
È altrettanto importante far capire al paziente qual'è la direzione che scatena il dolore; per renderlo più
critico nei confronti del problema; in questo modo avrà, quindi, più possibilità di migliorare.
Tenendo presente che la guarigione delle lesioni non corregge la disfunzione del movimento, è sempre
necessaria una diagnosi funzionale, e il trattamento richiede precisione nel riallenare e non nel potenziare.


